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IO5RAI Italy flag Italy

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QSL: DIRECT OR BUREAU VIA IZ5RHU

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A.R.A.L. Ass.ne Radioamatori m.Aquilaia m.Labro

Special Call IO5RAI 06/10 - 14/10/2012

Bande HF 80,40,30,20,17,15,12,10 mt

Bande VHF 6 , 2 mt

Modi SSB, CW

Per QSL le dirette includere SASE con 1 IRC valido o 2$ via IZ5RHU . Le QSL ricevute dirette ma senza busta preaffrancata verranno risposte via bureau.

QSL Bureau via IZ5RHU

Special QSL card via bureau to all stations worked.

Direct QSL welcome with SASE (IRC or 2$ ). QSL received with no SASE will be confirmed via Buro

Considerato il padre del sistema di collegamento RAI Milano – Palermo – Milano, Francesco Vecchiacchi nacque il 9 Ottobre 1902 a Filicaia, Lucca. Dal 1923, anno in cui si laureò con lode in Fisica Matematica all’Università di Pisa, inaugurò una serie di riconoscimenti e successi per i quali fu chiamato a rivestire importanti cariche, come quella che lo vide impegnato nella direzione dei laboratori radio della Magneti Marelli, a partire dal 1932. Qui, in qualità di direttore tecnico, indirizzò le sue ricerche sul radar e sui ponti radio fino ad attuare, nel 1939, il primo sistema completo di trasmissione televisiva, trasmettendo durante la fiera campionaria di Milano uno spettacolo di danza con collegamento in esterna in diretta; nel periodo bellico progettò e rese operativo un sistema radar del tutto italiano nominato “Lince”. Nei primi anni ’50, la RAI commissionò al laboratorio di ricerche Magneti Marelli l’incarico di elaborare un sistema di trasmissione radio per i loro ponti e nel 1952 fu Vecchiacchi a creare un ponte radio televisivo sperimentale Torino - Milano, primo collegamento televisivo italiano a banda larga. Nel 1954 la RAI ruppe ogni indugio e alla Magneti Marelli delegò il progetto del collegamento RAI Milano – Palermo – Milano. Al fine di agevolare la realizzazione di tale collegamento, a Vecchiacchi venne affiancato Francesco Carassa che in un primo momento svolse una funzione prevalentemente amministrativa; ben presto, però, Carassa si dimostrò un valido collaboratore soprattutto da un punto di vista tecnico tanto che, dopo la prematura morte di Vecchiacchi, Magneti Marelli affidò a lui la direzione del laboratorio radio.
Nonostante alcuni sostenessero che questa lunga tratta dovesse essere realizzata via cavo, Vecchiacchi e Carassa caldeggiarono il collegamento via radio, considerato più versatile e di gran lunga migliore (la frequenza consigliata da Vecchiacchi furono i 1000 MHz). Rivolsero una particolare attenzione al collegamento dal continente verso la Sardegna, ai limiti della visibilità ottica, e dopo aver effettuato i primi esperimenti dal Monte Amiata al Monte Limbara, decisero di realizzare il collegamento dal Monte Argentario, benché molto più basso rispetto al Monte Amiata (1738 mt contro i 632 mt dell’Argentario). Scelta la postazione definitiva, ebbero inizio le prove di trasmissione, durante le quali i due ingegneri si trovarono ad essere ostacolati dal “Fading”: durante l’arco della giornata il segnale ricevuto sul Monte Limbara (SS) non era costante, bensì si verificavano delle fluttuazioni talmente consistenti da creare difficoltà al collegamento radio stesso. Neppure il metodo adottato dagli americani in quegli anni per sopperire a tale problema, ovvero l’utilizzo di un sistema di trasmissione a differenza di frequenza, riusciva a garantire che la qualità del collegamento fosse ottima, pertanto, dopo ripetuti tentativi, la migliore soluzione fu individuata nella “ricezione a differenza di altezza”. La frequenza di trasmissione era sempre la medesima, ma sul Limbara fu installata una prima antenna di ricezione in testa al traliccio ed una seconda antenna, sempre di ricezione, molto più in basso, sul fianco della montagna. Quando su di un’antenna si aveva un livello di segnale scarso, sull’altra il segnale era a livelli ottimi, senza che si verificasse mai la probabilità di avere un segnale debole sulle due antenne: ciò consentiva di adottare un sistema che commutasse l’antenna con la ricezione migliore, assicurando sempre stabilità di segnale. Il problema era stato risolto, a breve alla RAI sarebbe stato consegnato il progetto da loro richiesto, il collegamento Milano – Palermo – Milano realizzato in 20 tratte per un totale di 3300 km (andata e ritorno), il più lungo d’ Europa, con una tratta a microonde di 238 km dal monte Argentario al Monte Limbara in Sardegna, quando purtroppo il 20 Novembre 1955 il Prof. Vecchiacchi morì lasciando la sua realizzazione praticamente compiuta, ma senza avere il piacere di vederla in funzione. Toccò al Prof. Carassa consegnare il lavoro alla RAI.

Era il Giugno del 1956 : “Nel Giugno del 1956 il segnale arrivò felicemente a Palermo. (…)
Potevamo confrontare a Milano su due monitori affiancati, il segnale originario e quello che ci giungeva dopo i 3300 km del percorso Milano – Palermo e ritorno. (…)
Ricordo ancor oggi l’emozione e la soddisfazione che provammo guardando quel segnale di ritorno da Palermo, la cui qualità eccezionale dava finalmente ragione a tanti anni di fatica e di fiducia e chiudeva le residue argomentazioni degli increduli, almeno di quelli disposti ad arrendersi di fronte all’ evidenza. Vecchiacchi purtroppo non era con noi. Al suo nome venne dedicato (…) Il laboratorio. …”
Da: F. Carassa – “ Il sogno dei Gigahertz “

 

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