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La passione per la radio, si fonde nell'attività cerebrale, con la scelta scolastica avvenuta nel 1981. l'accesso sulle frequenze radioamatoriali nel 1993.

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www.uritrapani.it

    

                                          IN 333                                                          135 

 

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             MI 633                                                                            RSW 195

Risultati immagini per logo unione radioamatori italiani                                                                  

 

www.inorc.it             

www.radiomarine.org

www.eucw.org      

www.assoradiomarinai.it    

www.i0yqx.jimdo.com       

 

  • Per i nostalgici della radiotelegrafia marittima, vale la pena fare un salto sul sito web www.hb9gce.ch e ascoltare la raccolta delle stazioni radio costiere che erano sparse nel mondo.

 

 

Tra gli articoli pubblicati su radiogiornale.org, mi è gradito riportare:

 

                                                 "LA VOCE DEL SILENZIO" INCOMBE SULLA 500 KHZ.

  •           Seduto davanti alla stazione radioamatoriale, nell'accendere l'apparato HF. TS930S è come aver deciso di "aprire una finestra sul mondo" ruotando la manopola del vfo in senso antiorario, scendo fino a raggiungere la banda delle onde medie, vado a sintonizzare la mitica 500 khz, che fu fino agli inizi degli anni 90' cavallo di battaglia per molti addetti ai lavori, chiamati a svolgere il servizio radiotelegrafico marittimo, oggi totalmente soppiantato ed affidato alla comunicazione digitale, al sistema remoto, che assicurano la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in mare. Qualsiasi nave che usciva dal porto, considerava la 500 khz frequenza obbligatoria di ascolto, di chiamata, di soccorso, di urgenza, di sicrurezza, durante il giorno consentiva una copertura marina non inferiore a 300 miglia, mentre durante la notte per effetto della propagazione sulla ionosfera, il lobo di azione sfiorava  800 miglia, quindi un'ottima compagna di viaggio dentro una porzione di mare piuttosto ampia, solcavano una miriade di navi sempre pronte a entrare in contatto radio. Tuttavia, agganciandomi a qualche episodio ai tempi di scuola, ricordo i prof. sentire raccontare le loro esperienze lavorative, svolte negli anni 60' e 70' quando la ionosfera era meno contaminata di particelle elettriche, l'attività solare regolare senza la presenza del buco dell'ozono, le condizioni di propagazione notturne, garantivano eccellenti collegamenti radio, e non era difficile poter ascoltare una nave che si trovava nel Golfo del Messico;  chiamare IAR. La banda delle onde medie, era delimitata tra 405 khz e 535 khz, ogni nave per gestire il proprio traffico, aveva a disposizione una delle seguenti frequenze di lavoro: 425, 454, 468, 480, 512 khz, e in base alla posizione geografica, poteva contare di entrare in contatto con una delle tante stazioni radio costiere operanti, dislocate su tutto il territorio nazionale; per esempio, una nave a poche miglia da Trapani, poteva chiamare Cagliari radio IDC, Napoli radio IQH, Tunisi radio 3VX, Valletta radio 9HD, ovviamente in funzione dell'orario, poichè sul tardi pomeriggio cominciava a essere commerciabile Roma radio IAR, mentre se era sera, si poteva collegare persino Genova radio ICB. In quel periodo, sulla 500 khz vi era un traffico radiotelegrafico intenso, perenne, i segnali Morse lanciati nell'etere formavano una sorta di musica disordinata, ma per l'udito dell'Ufficiale Marconista, ogni nota veniva rigorosamente captata e decodificata; vi erano anche i cosiddetti periodi di silenzio, i primi 3 minuti del primo del terzo quarto di ogni ora, (15 18; 45 48) consentivano la ripetizione di comunicazioni aventi carattere di soccorso, urgenza e sicurezza. (SOS, TTT, XXX)  Negli anni 80' con un vecchio ricevitore a quattro bande, un filo elettrico lungo una decina di metri collegato a massa, mentre l'altra estremità attaccato alla ringhiera del balcone, ascoltavo sulla 519 khz frequenza assegnata a Roma radio IAR  la trasmissione automatica del servizio meteomar, della lista traffico, e degli avvisi ai naviganti, ma spostandomi un po più in basso, sulla 516 khz vi era la sua frequenza di lavoro, per la trasmissione dei radiotelegrammi diretti alle navi in transito nel bacino del Mediterraneo. Tempi che furono, ormai consegnati alla storia, molti "lupi di mare"  devono la vita alla 500 khz,  salvati grazie al segnale S.0.S. (save our souls) e recentemente, è giunto il meritevole riconoscimento da parte dell'UNESCO, come patrimonio inestimabile dell'umanità, figura affidata al gruppo INORC in qualità di ambasciatore e custode della suddetta frequenza, per il lodevole contributo offerto dalla prestigiosa categoria, che si è distinta nel lavoro per più di un secolo, con dedizione e abnegazione, la professione del Marconista oggi scomparsa, forse celata tra le note della voce del silenzio, che ormai domina sottoforma di fruscio sulla mitica 500 khz.


 

Titanic

 

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