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Prossima attivazione

 

Sabato 07 ottobre 2017

ATTIVEREMO

 

Tagliata Bariola

(Valli del Pasubio)

La fortificazione fu edificata verso la fine del 1800 e si trova lungo la strada provinciale 46 del Pasubio, tra la località di Sant'Antonio e quella di Guarda all'interno del territorio comunale di Valli del Pasubio ad un'altidudine di circa 600 metri. Quest'opera, assieme al Forte Monte Maso, costituiva lo sbarramento per interdire l'accesso dal Pian delle Fugazze.

La tagliata stradale è stata costruita in pietrame per poter resistere alle granate utilizzate nel combattimento ravvicinato. Essa presenta una casamatta disposta su due livelli dove quello inferiore è posto sotto al livello della strada. Vi si trovano anche l'attraversamento stradale, parzialmente coperto, e il piazzale adiacente, anch'esso scoperto. Questi due sono posti in posizione defilata in modo tale che non sia visibile dall'esterno mediante una copertura in muratura. Entrambi i fossati, quello del fronte e quello di gola, sono attraversati da ponti levatoi. Gli spalti, sia quello di fronte che quello della gola, sono a "scarpa piatta", mentre quello sui lati esterni è a angolo smussato.

Durante la prima guerra mondiale non fu mai coinvolto in azioni belliche e perse ogni importanza strategica dopo l'esaurirsi della Strafexpedition nel giugno 1916 e il successivo consolidamento del fronte.

Negli anni 1930 fu parzialmente demolita in modo tale da agevolare lo scorrere del traffico. Più recentemente sono state messe al sicuro tutti i possibili accessi in modo che non è più possibile entrare nella fortificazione.

 

The fortification was built towards the end of the 1800's and is located along the provincial road 46 of Pasubio, between the town of Sant'Antonio and that of Guarda within the municipal territory of Valli del Pasubio to an altududine of about 600 meters. This work, together with Mount Monte Maso, was the barrier to block access from the Pian delle Fugazze.

The road cut was built in stone to withstand the grenades used in close combat. It has a casamatta arranged on two levels where the lower one is placed below the road level. There is also the partially covered road crossing, and the adjoining square, also discovered. These two are placed in a deflated position so that they are not visible from the outside through a masonry covering. Both ditches, that of the forehead and the throat, are crossed by lifting bridges. The poles, both the front and the throat, are "flat shoes", while the one on the outer sides is beveled.

During the First World War he was never involved in war actions and missed any strategic importance after the Strafexpedition run out in June 1916 and the subsequent consolidation of the front.

In the 1930s it was partially demolished so as to facilitate the flow of traffic. More recently, all possible accesses have been secured so that it is no longer possible to enter the fortification.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 600 m s.l.m.

Coordinate: 45°45'20.1"N - 11°12'47.3"E

referenza GRA 7828

Attivazione valida anche per il

DIPLOMA CASTELLI ITALIANI e W.C.A.

ref. DCI-VI039  - WCA I-11193

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Nominativo speciale dedicato al Diploma Grande Guerra sul Fronte Vicentino, ricordando i 100 anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale sulle prealpi del territorio vicentino.

 

Diploma Centenario

 

La nostra sezione, in collaborazione con le sezioni limitrofe di Agno Chiampo, Bassano del Grappa e Vicenza, organizza e coordina questa nuova attività.

 

www.diplomagrandeguerra.it

in continuo aggiornamento con le notizie in merito al diploma.

--> Regolamento Diploma <--

--> Diploma Rules <--

 

Grazie al patrocinio del GRA

tutte le attivazioni sono valide anche per il

Diploma Penne Nere del GRA.

 

 

II3WW on Facebook

 

QSL INFO

Per questo diploma è stata creata una cartolina QSL dedicata e verrà spedita dopo ogni attivazione via BUREAU ad ogni contatto. Per chi non ha il servizio BUREAU e desidera comunque ricevere la QSL, è pregato di inviare una busta con l'affrancatura e l'indirizzo.

For this award, we have created a special QSL that will be send after each activation by BUREAU. HAMs that haven't the BUREAU service, please send us (manager IQ3BM) SASE plus 2USD for outside EUROPE; for Regions in the EURO zone, send us a SASE with the right value of stamps. 

 

Flag Counter

 

Attivazioni effettuate:

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Sabato 16 settembre 2017

ABBIAMO ATTIVATO

 

Forte di Punta Corbin

(Treschè Conca di Roana)

Imponente apparato fortificato Italiano risalente alla I^ Guerra Mondiale, abbastanza ben conservato, visitabile esternamente e, in parte, internamente.
Colpisce per l'ardita posizione sopra uno sperone roccioso a picco sulla Val d'Astico a 1.096 m. slm.
Il forte domina un lungo tratto della parte mediana della Val d'Astico ed offre ampie visioni verso l'altipiano di Tonezza del Cimone ed il
Monte Cimone caratterizzato dal ben visibile monumento-ossario.

Costruito tra il 1906 ed il 1911, sul luogo di una più vecchia postazione d'artiglieria da montagna, sparò con scarsi risultati alcune cannonate verso il Forte Luserna 'avversario' diretto della cintura fortificata austriaca durante la primissima fase della grande guerra, nei giorni immediatamente successivi all'entrata in guerra con i primi colpi partiti dal forte di Cima Verena, fase denominata 'la guerra dei forti'.
Sostanzialmente non venne mai utilizzato in battaglia. I cannoni vennero smontati e riutilizzati su affusti da campagna in prossimità del fronte. Nelle cupole vennero sistemati dei tronchi d'albero che effettivamente ingannarono l'avversario facendogli credere che la fortezza fosse operativa.
Subì qualche colpo di grosso calibro d'artiglieria, in particolare dal 'Barbara' da 380 posizionato a Millegrobe di Luserna, nel maggio 1916 per spianare il campo alla 'Spedizione di Primavera' successivamente denominata Strafexpedition (spedizione punitiva).


Il Corbin in parte già disarmato, come pure il Campolongo maggiormente devastato, venne abbandonato con l'avanzata austro-ungarica.
Era collegato con audaci sentieri e un sistema di trincee, tra le quali trovò la morte il noto scrittore triestino Carlo Stuparich, al
sistema difensivo del Monte Cengio, dove si concentrò l'ultima disperata difesa per fermare la 'Spedizione di Primavera'.
I danni sono imputabili principalmente al sabotaggio, nei settori delle batterie di cannoni, da parte della guarnigione italiana in ritirata, mentre il resto dell'opera e le caserme rimasero sostanzialmente intatte.
Fu utilizzato dagli imperiali come deposito di retrovia nelle battaglie del Cengio. Quindi rioccupato dagli italiani a seguito della ritirata austroungarica sulle linee Assa-Ortigara.

 

A large fortress dating back to the Italian system The First World War, quite well preserved, can be visited on the outside and, in part, internally.
Striking for the bold position on a rocky outcrop overlooking the Val d'Astico to 1,096 m. above sea level.
The fort dominates a long stretch of the middle part of the Val d'Astico and offers extensive views towards the plateau of Tonezza del Cimone and Mount Cimone characterized visible monument-ossuary.

Built between 1906 and 1911, on the site of an old station of mountain artillery, he shot to little avail some cannon towards the Fort Luserna 'opponent' direct Austrian fortified belt during the very first stage of the Great War, in the days immediately the entry into war with the first shots from the fort of Cima Verena parties, stage called 'war of the strong'.
Basically it was never used in battle. The guns were dismantled and re-used on carriages from the countryside near the front. In the domes they were placed tree trunks that actually deceived the enemy into believing that the fortress was operational.
He suffered a few blows of large caliber artillery, in particular by 'Barbara' 380 positioned Millegrobe Luserna, in May 1916 to pave the field to the 'Shipping Spring' later called Strafexpedition (punitive expedition).

The Corbin already partially disarmed, as well as the most devastated Campolongo, was abandoned with the advance of the Austro-Hungarian.
It was connected with bold trails and a system of trenches, of which he died a well-known writer from Trieste Carlo Stuparich, the defensive system of the Monte Cengio, where he focused the last desperate defense to stop the 'Shipping Spring'.
The damage is mainly due to sabotage, in the areas of gun batteries by the retreating Italian garrison, while the rest of the work and the barracks remained substantially intact.
It was used by the imperial as a rear storage in the Cengio battles. Then re-occupied by the Italians following the retreating Austro-Hungarian on Assa-Ortigara lines.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 1.096 m s.l.m.

Coordinate: 45°49'59.7"N - 11°23'14.5"E

referenza GRA 7786

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Domenica 27 agosto 2017

ABBIAMO ATTIVATO

 

Forte Lisser - Enego

Assieme al dirimpettaio forte Leone a Cima di Campo, dall'altra parte della Valsugana, era il cardine superiore dello "Sbarramento Brenta-Cismon" che doveva proteggere tutto il settore di confine in Valsugana.
Il suo ruolo era di controllare ed operare verso la piana di Marcesina, i cui contrafforti erano in territorio austro-ungarico (Barricata di Grigno) e, con tiro indiretto, gli avamposti nel profondo solco della Valsugana.
Era armato con 4 cannoni da 149/A su cupola girevole d'acciaio e con numerose altre armi per la difesa ravvicinata.
Come tutte le fortezze italiane, le parti non direttamente scavate nella roccia erano in calcestruzzo di ghiaia molto grossolana e di notevole spessore, ma senza alcuna armatura in ferro.
Per la sua costruzione e al suo servizio venne approntata una teleferica che saliva da Primolano, paesotto in Valsugana servito da stazione ferroviaria, che superava il notevole dislivello di circa 1500 metri.
I lavori iniziarono nel 1911 per terminare immediatamente prima dello scoppio del conflitto, quando venne armato con 4 cannoni.

Non ebbe alcun ruolo attivo nella guerra.
Allo scoppio del conflitto gli austriaci si ritirarono, lasciando completamente sguarnito tutto il settore più avanzato della Bassa Valsugana posizionandosi verso i laghi di Levico e Caldonazzo, dove vi erano opere corazzate (ottocentesche) per la difesa di Trento.
I possibili bersagli si trovarono quindi fuori tiro e, vista la cronica carenza di armamenti, i cannoni vennero smontati e messi su affusti da campagna.
Il forte, fin da subito disarmato, servì più che altro da deposito e tranquilla caserma di retrovia.
Con la velocissima e furibonda offensiva imperiale del maggio 1916, la Strafexpedition, non si ebbe nemmeno il tempo di organizzare una valida difesa, impensabile un armamento del forte anche perché irreperibili i pezzi d'artiglieria adatti, fu perciò fatto brillare, nei settori fondamentali, dalla guarnigione in ritirata.

Il Lisser è senz'altro uno dei più spettacolari luoghi panoramici dell'altipiano, con la vista che spazia a 360 gradi dalle Dolomiti al Grappa, alla pianura veneta, a tutto l'altopiano e alla catena del Lagorai.

Along with the strong Leone to Cima di Campo, on the other side of Valsugana, it was the top hub of the "Brenta-Cismon Barrier", which was supposed to protect the entire border area in Valsugana.
His role was to control and operate towards the plain of Marcesina, whose buttresses were in Austro-Hungarian territory (Barricata di Grigno) and, indirectly, the outposts in the deep Valsugana grove.
It was armed with 4 149 / A guns on a steel swivel dome and numerous other weapons for close defense.
Like all Italian fortresses, the parts not directly excavated in the rock were very coarse and of considerable thickness, but without any iron armor.
For its construction and service was built a cable car that climbed from Primolano, a village in Valsugana served by train station, which exceeded the considerable altitude of about 1500 meters.
Work began in 1911 to end immediately before the outbreak of the conflict when it was armed with 4 cannons.

He had no active role in the war.
At the outbreak of the conflict, the Austrians withdrew, leaving the whole of Bassa Valsugana's most advanced sector unloaded, moving to the lakes of Levico and Caldonazzo, where there were armored works (nineteenth century) for the defense of Trento.
Possible targets were then out of the box and, due to the chronic lack of armaments, the guns were dismantled and put on campfire.
The strong, immediately disarmed, served more than a deposit and a quiet retreat barracks.
With the fast and fierce imperial offensive of May 1916, the Strafexpedition did not even have time to organize a valid defense, it was unthinkable to arm a fort, even because the pieces of artillery were unavailable, it was thus shone in the fundamental areas, From the garrison in retreat.

The Lisser is undoubtedly one of the most spectacular panoramic views of the plateau, with a 360 degree view from the Dolomites to the Grappa, the Venetian plain, the whole plateau and the Lagorai chain.
(Automatic translation of Google Translator)

 

Altitudine 1.633 m s.l.m.

Coordinate: 45°56'42.1" N - 11°49'46.6" E

referenza GRA 7787

 

Attivazione valida anche per il

DIPLOMA CASTELLI ITALIANI e W.C.A.

ref. DCI-VI031  - WCA I-11185

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Martedì 15 agosto 2017

ABBIAMO ATTIVATO

 

Forte Campolongo - Rotzo

Venne eretto negli anni 1912-14 e costituiva, con il forte Verena e il forte Corbin, la più diretta risposta alla linea dei forti austroungarici. Era una delle più moderne costruzioni operate dal Genio militare italiano. Nel luglio del 1915 venne gravemente danneggiato dal mortaio austroungarico Skoda da 305 mm appostato a Costalta e distrutto quasi completamente il 15 maggio 1916 dai colpi che diedero inizio all'Offensiva di Primavera. Il 22 maggio 1916 fu occupato dal nemico che lo tenne poi saldamente fino alla fine del conflitto.

It was erected in the years 1912-14 and constituted, with the strong Verena and the strong Corbin, the most direct response to the line of the strong Austro-Hungarians. It was one of the most modern buildings operated by the Italian military genius. In July 1915 he was severely damaged by the 305 mm Austro-Hungarian Skoda mortar erected in Costalta and almost completely destroyed on May 15, 1916 by the blows that led to the Spring Inflammation. On May 22, 1916, he was occupied by the enemy, who then held him firmly until the end of the conflict.(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 1.720 m s.l.m.

Coordinate: 45°53'18.4" N - 11°23'22.8" E

referenza GRA 7784

 

Attivazione valida anche per il

DIPLOMA CASTELLI ITALIANI e W.C.A.

ref. DCI-VI032  - WCA I-11186

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Sabato 5 agosto 2017

ABBIAMO ATTIVATO

 

Forte Campomolon - Arsiero

Il forte fu costruito poco prima dell'inizio del conflitto mondiale, a partire dal 1912.
E' un pregevole manufatto, lasciato da anni in condizioni di rovina e abbandono, ed ora interessato ad una sistematica opera di recupero delle fortezze degli altipiani.
Non è mai stato importante ai fini bellici, ma come posizione era destinato a difendere Tonezza, la val d'Astico e valle di Posina e a colpire i forti austriaci del Doss del Sommo, di Sommo Alto e di Malga Cherle.

Agli inizi della guerra non era ancora ultimato, poiché lo scoppio della guerra con l'Austria non aveva permesso agli italiani di ricevere dalle fonderie tedesche le cupole d'acciaio. Fu armato con una batteria di obici da 280 mm su postazioni esterne defilate, ma a loro volta gli austriaci colpivano con i mortai da 305 e 420 mm da malga Laghetto sull'altopiano di Lavarone, lesionandolo gravemente. Sulla cima del forte si notano chiaramente le sedi per le piazzole dove dovevano venir montati i cannoni da 149 mm.

Fu fatto saltare dagli italiani stessi il 19 maggio 1916, quattro giorni dopo l'inizio della spedizione austriaca di maggio, la Strafexpedition, che qui infuriò violentemente quale uno dei tre flussi principali, per arrestarsi, con grandissimo sacrificio di sangue, proprio sul Cimone di Tonezza.
A farlo saltare fu l'ing. Paolo Ferrario, sottotenente del genio, che nell'operazione perse la vita: lo ricorda una targa sul forte.
Ora è uno dei più bei belvedere su Tonezza, gli Altipiani, la Vigolana e s'intravvede la Valdastico, la valle di Posina e la pianura.

The fort was built shortly before the start of the world conflict, starting in 1912.
It is a valuable artifact, left for years in ruin and abandonment, and now interested in a systematic restoration work of the fortresses of the plateaus.
It was never important for the purposes of war, but as a standpoint it was intended to defend Tonezza, Astic Valley and Posina valley, and strike the Austrian forts of the Upper Doss, Upper Higher and Malga Cherle.

At the beginning of the war it was not over yet, since the outbreak of the war with Austria had not allowed the Italians to receive steel domes from German foundries. It was armed with a battery of 280 mm in exterior defilated positions, but in turn the Austrians struck with 305 and 420 mm mortars from Laghetto Mountains on the Lavarone plateau, severely damaging it. At the top of the fort you can see clearly the locations for the pitches where the 149mm cannons were to be mounted.

It was blown by the Italians on May 19, 1916, four days after the start of the Austrian expedition in May, Strafexpedition, who violently infuriated one of the three main streams, to stop, with great blood sacrifice, on the Cimone Tonezza.
To make it jump was ing. Paolo Ferrario, a subordinate genius, lost his life in the operation: a plate on the fort remembers him.
It is now one of the most beautiful belvedere on Tonezza, the Altipiani, the Vigolana and it is intriguing the Valdastico, Posina valley and the plain.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 1.853 m s.l.m.

Coordinate: 45°52'19.00" N - 11°17'10.00" E

referenza GRA 7789

 

Attivazione valida anche per il

DIPLOMA CASTELLI ITALIANI e W.C.A.

ref. DCI-VI035  - WCA I-11189

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Sabato 10 giugno 2017

con il call IQ3BM/3 ABBIAMO ATTIVATO

Aeroporto di Rozzampia - Thiene

ex Campo di volo di Villaverla

Altitudine 143 m s.l.m.

Coordinate: 45°35'18.00" N - 11°23'08.00" E

referenza SGG 1005

 

Vedere info nella precedente attivazione di

Domenica 12 giugno 2016

in fondo pagina

Questa attivazione in occasione della manifestazione

GIUGNO THIENESE

è valida anche per il

DIPLOMA CASTELLI ITALIANI

Castello Da Porto - Colleoni

ref. DCI-VI020  - I-11174

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Domenica 28 maggio 2017

ABBIAMO ATTIVATO

Monte Cengio

(Cogollo del Cengio)

È stata teatro di importantissime battaglie durante la proma guerra mondiale, che hanno coinvolto soprattutto i reparti dei Granatieri di Sardegna (che sulla montagna persero complessivamente, assieme ai fanti delle Brigate Catanzaro, Novara, Trapani e Modena, tra morti, dispersi e feriti, 10.264 uomini fra il 29 maggio e il 3 giugno 1916). La montagna divenne l'ultimo baluardo difensivo all'attacco austroungarico, in caso di conquista nemica infatti, gli imperiali avrebbero potuto raggiungere agevolmente la pianura veneta. Sono visitabili un'ardita mulattiera di arroccamento a precipizio sulla pianura sottostante, gallerie, postazioni militari e trincee ed una chiesetta dedicata ai soldati che qui hanno perso la vita. Alla loro morte è stata dedicata anche una scultura costituita di pezzi di granate esplose raffigurante un Granatiere ed eseguita dall'artista Cogollese Giocondo Zordan ed eretta nel 1975 dal Gruppo Alpini di Cogollo del Cengio per onorare gli eroici caduti durante l'offensiva austriaca del 1916. Punto culminante dell'area monumentale è la cima del Monte Cengio con la grande croce in tralicci di ferro , l'altare commemorativo e uno splendido panorama a tutto tondo. (Fonte Wikipedia)

It was the scene of very important battles during the First World War, which involved mainly the wards of the Granatieri di Sardegna (which on the mountain lost altogether, along with the infantry of Catanzaro Brigades, Novara, Trapani and Modena, among dead, missing and injured, 10.264 Men between May 29 and June 3, 1916). The mountain became the last defensive bastion to the Austro-Hungarian attack, in the case of enemy conquest, the imperial could easily reach the Venetian plain. There is a visit to a deserted precipice rambling alley on the underlying plain, tunnels, military stations and trenches and a small church dedicated to soldiers who have lost their lives here. Their death was also devoted to a sculpture consisting of pieces of exploded grenades depicting a Granatiere and performed by the artist Cogollese Giocondo Zordan and erected in 1975 by the Alpini Group of Cogollo del Cengio to honor the heroes who fell during the 1916 Austrian offensive. The highlight of the monumental area is the summit of Monte Cengio with its large cross in iron trellis, a memorial altar and a splendid panorama all round. (Automatic translation of Google Translator)

 

Altitudine 1.354 s.l.m.

Coordinate: 45°48'40" N - 11°23'42" E

referenza GRA 7790 

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Sabato 22 aprile 2017

ABBIAMO ATTIVATO

 

Villa Godi Malinverni

a Lugo di Vicenza

Sede Comando delle Truppe Britanniche

 

Villa Godi Malinverni appartiene al ricco patrimonio artistico costituito dalle Ville Venete.
Andrea Palladio costruì questa villa veneta nel 1542; Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano ornarono Villa Godi di affreschi. Dopo averla acquistata in stato di degrado nel 1962, il Prof. Remo Malinverni dedicò gli ultimi anni della sua vita per riportarla all'antico splendore. Assieme alle altre ville palladiane del Veneto, è inserita dal 1996 nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

Villa Godi Malinverni, durante il periodo della prima guerra mondiale, ospitò inoltre diversi reparti dell'esercito e proprio in villa il capo dello stato maggiore britannico stabilì il suo comando. Qui soggiornò, per alcuni mesi, il Principe di Galles.

Villa Godi Malinverni belongs to the rich artistic patrimony of Venetian Villas.
Andrea Palladio built this Venetian villa in 1542; Gianbattista Zelotti, Battista del Moro and Gualtiero Padovano Villa Godi adorned with frescoes. After purchasing it in state of disrepair in 1962, Prof. Remo Malinverni dedicated the last years of his life to the ancient splendor. Together with other Palladian villas of the Veneto, it is included since 1996 in the list of UNESCO World Heritage.

Villa Godi Malinverni, during the period of World War I, also housed several army units and their villa in the Chief of the British state established his command. Here he stayed for a few months, the Prince of Wales.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 203 s.l.m.

Coordinate: 45°45' N - 11°32' E

referenza SGG 1003

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Domenica 05 febbraio 2017

ABBIAMO ATTIVATO

Sacrario Militare SS.Trinità - Schio

Il Sacrario Militare di Schio (Vicenza), costruito nel 1930 su progetto dell'architetto Pietro del Fabbro, a forma di chiostro, cinge su tre lati l’antica Chiesa della SS. Trinità e ad essa si raccorda, sul lato esterno, con un'artistica cancellata in ferro battuto sorretta da agili colonne e pilastri.
Il chiostro, dalla tipica struttura quattrocentesca, ha uno sviluppo di 70 m. per lato con due propilei a pianta quadrata alle due estremità, verso la cancellata della facciata d’ingresso.
AI centro del braccio principale si apre la Cappella dei decorati al Valor Militare e il busto in bronzo del Generale Pecori Giraldi, Comandante della 1^ Armata.
Le colonne sono in marmo rosso di Asiago di varie sfumature; le parti principali del chiostro sono affrescate con figurazioni allegoriche.
Nel Sacrario sono stati raccolti i resti di caduti della guerra 1915-18, noti e ignoti, provenienti dai cimiteri di guerra di Schio, Arzignano, Chiampo, Fusine, Malo, Montecchio Maggiore, Novale, Poleo, Posina, Rocchette, Sandrigo, Valdagno e Vicenza.
Inoltre, vi sono stati raccolti anche caduti noti e ignoti, tra cui molti partigiani della seconda guerra mondiale. I caduti ignoti sono raccolti nelle lunette laterali del braccio principale e su ciascuna lastra di marmo sono incise delle significative epigrafi.
Nella bella Chiesa della SS. Trinità, annessa al Sacrario, sono ricordati in modo particolare, con iscrizioni e affreschi, i cittadini di Schio caduti per la Patria.

Shrine Military Schio (Vicenza), built in 1930 by architect Pietro del Fabbro project, shaped cloister surrounds on three sides the ancient Church of SS. Trinity and it is joined, on the outside, with an artistic wrought iron gate supported by graceful columns and pillars.
The cloister, the typical fifteenth-century structure, has a development of 70 m. per side with two propylaea a square plan at the two ends, towards the gate of the entrance facade.
At the center of the boom is the Chapel of the decorated for Valor and the bronze bust of General Pecori Giraldi, Commander of the 1st Army.
The columns are in Asiago red marble of various hues; the main parts of the cloister are frescoed with allegorical figures.
In the Shrine we were collected the remains of the fallen of the 1915-18 war, known and unknown, from the war cemeteries of Schio, Arzignano, Chiampo, Fusine, Malo, Montecchio Maggiore, Novale, Poleo, Posina, Rocchette, Sandrigo, Valdagno and Vicenza.
In addition, there were also collected fallen known and unknown, including many partisans of World War II. The unknown fallen are collected in the lateral lunettes of the main arm and on each marble slab engraved inscriptions are significant.
In the beautiful Church of SS. Trinity, annexed to the Shrine, are remembered in a special way, with inscriptions and frescoes, the citizens of Schio fallen for the homeland.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 198 s.l.m.

Coordinate: 45°43'08"N - 11°22'38"E

referenza GRA 7826

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Sabato 17 settembre 2016

ABBIAMO ATTIVATO

Museo 1^ Armata - Pasubio

(Valli del Pasubio)

Accanto al piazzale del Sacrario del Pasubio, sul colle Bellavista, è stato allestito un interessante museo dedicato alla Prima Armata e alle vicende accadute in questi territori. Nelle sale si mescolano reperti bellici recuperati tra le rocce del Massiccio, ricostruzioni e modelli supportati dalla tecnologia multimediale odierna ed un percorso che invita il visitatore a ricordare non solo chi ha combattuto la Grande Guerra, ma anche uomini e donne civili che sono state coinvolti loro malgrado nel conflitto.

Il Museo presenta un sistema espositivo che crea nel visitatore,  attraverso un percorso articolato di scoperta, interesse a interagire nella struttura che lo accoglie, suscitando curiosità verso avvenimenti, persone, equipaggiamenti e armi, che sono parte della storia della Prima Guerra Mondiale, con particolare attenzione al fronte della 1ª Armata e quindi al settore del Pasubio.
Nella “Sala degli Eroi”  il visitatore viene accompagnato a scoprire, attraverso un percorso di riflessione, proposto in termini pacati e lontani dalla retorica, alcune figure “comprimarie”, uomini e donne che hanno dato il loro contributo all’evento della Grande Guerra.
Nella “Sala delle Ambientazioni” trovano posto quattro grandi ambientazioni dal forte impatto visivo che caratterizzano l’area espositiva: le armi “moderne”, aereo e mitragliatrice, la trincea in postazione di montagna, i mezzi di trasporto militari e i muli, la baracca posto di comando tattico di quota.
Le due ricostruzioni “Trincea postazione di montagna” e “Baracca comando” fanno rivivere l’emozione di trovarsi esattamente in quel tempo e in quel luogo.

 

Next to the square of the Shrine of the Pasubio, on the hill Bellavista, it has been converted into an interesting museum dedicated to the First Army and the events that happened in these territories. In the rooms are mixed war relics unearthed from the rocks of the Massif, reconstructions and models supported by today's media technology and a process that invites the visitor to remember not only those who fought the Great War, but also men and women civilians that were involved them despite the conflict.

The museum presents an exhibition system that creates in the visitor, through a specific path of discovery, interest in interaction in the structure that welcomes him, arousing curiosity about events, people, equipment and weapons, which are part of the history of the First World War, with particular attention to the front of the 1st Army and then to the Pasubio sector.
In the "Hall of Heroes" the visitor is guided to discover, through a process of reflection, proposed in terms calm and far from the rhetoric, some "supporting cast" figures, men and women who gave their contribution to the event of the Great War.
In "of Environments" room are placed four large environments with a strong visual impact that characterize the exhibition area: the "modern" weapons, aircraft and machine guns, trench at a mountain station, the military vehicles and mules, the cabin instead dimension tactical command.
The two reconstructions "Trench mountain station" and "Cabin Control" revive the thrill of being exactly at that time and in that place.
(Automatic translation of Google Translator)

 

 

 

 

 

 

 

Altitudine 1.217 s.l.m.

Coordinate: 45°45'04"N - 11°11'28"E

referenza GRA 7824

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Domenica 28 agosto 2016

ABBIAMO ATTIVATO

Forte di Punta Corbin

(Treschè Conca di Roana)

Imponente apparato fortificato Italiano risalente alla I^ Guerra Mondiale, abbastanza ben conservato, visitabile esternamente e, in parte, internamente.
Colpisce per l'ardita posizione sopra uno sperone roccioso a picco sulla Val d'Astico a 1.096 m. slm.
Il forte domina un lungo tratto della parte mediana della Val d'Astico ed offre ampie visioni verso l'altipiano di Tonezza del Cimone ed il
Monte Cimone caratterizzato dal ben visibile monumento-ossario.

Costruito tra il 1906 ed il 1911, sul luogo di una più vecchia postazione d'artiglieria da montagna, sparò con scarsi risultati alcune cannonate verso il Forte Luserna 'avversario' diretto della cintura fortificata austriaca durante la primissima fase della grande guerra, nei giorni immediatamente successivi all'entrata in guerra con i primi colpi partiti dal forte di Cima Verena, fase denominata 'la guerra dei forti'.
Sostanzialmente non venne mai utilizzato in battaglia. I cannoni vennero smontati e riutilizzati su affusti da campagna in prossimità del fronte. Nelle cupole vennero sistemati dei tronchi d'albero che effettivamente ingannarono l'avversario facendogli credere che la fortezza fosse operativa.
Subì qualche colpo di grosso calibro d'artiglieria, in particolare dal 'Barbara' da 380 posizionato a Millegrobe di Luserna, nel maggio 1916 per spianare il campo alla 'Spedizione di Primavera' successivamente denominata Strafexpedition (spedizione punitiva).


Il Corbin in parte già disarmato, come pure il Campolongo maggiormente devastato, venne abbandonato con l'avanzata austro-ungarica.
Era collegato con audaci sentieri e un sistema di trincee, tra le quali trovò la morte il noto scrittore triestino Carlo Stuparich, al
sistema difensivo del Monte Cengio, dove si concentrò l'ultima disperata difesa per fermare la 'Spedizione di Primavera'.
I danni sono imputabili principalmente al sabotaggio, nei settori delle batterie di cannoni, da parte della guarnigione italiana in ritirata, mentre il resto dell'opera e le caserme rimasero sostanzialmente intatte.
Fu utilizzato dagli imperiali come deposito di retrovia nelle battaglie del Cengio. Quindi rioccupato dagli italiani a seguito della ritirata austroungarica sulle linee Assa-Ortigara.

 

A large fortress dating back to the Italian system The First World War, quite well preserved, can be visited on the outside and, in part, internally.
Striking for the bold position on a rocky outcrop overlooking the Val d'Astico to 1,096 m. above sea level.
The fort dominates a long stretch of the middle part of the Val d'Astico and offers extensive views towards the plateau of Tonezza del Cimone and Mount Cimone characterized visible monument-ossuary.

Built between 1906 and 1911, on the site of an old station of mountain artillery, he shot to little avail some cannon towards the Fort Luserna 'opponent' direct Austrian fortified belt during the very first stage of the Great War, in the days immediately the entry into war with the first shots from the fort of Cima Verena parties, stage called 'war of the strong'.
Basically it was never used in battle. The guns were dismantled and re-used on carriages from the countryside near the front. In the domes they were placed tree trunks that actually deceived the enemy into believing that the fortress was operational.
He suffered a few blows of large caliber artillery, in particular by 'Barbara' 380 positioned Millegrobe Luserna, in May 1916 to pave the field to the 'Shipping Spring' later called Strafexpedition (punitive expedition).

The Corbin already partially disarmed, as well as the most devastated Campolongo, was abandoned with the advance of the Austro-Hungarian.
It was connected with bold trails and a system of trenches, of which he died a well-known writer from Trieste Carlo Stuparich, the defensive system of the Monte Cengio, where he focused the last desperate defense to stop the 'Shipping Spring'.
The damage is mainly due to sabotage, in the areas of gun batteries by the retreating Italian garrison, while the rest of the work and the barracks remained substantially intact.
It was used by the imperial as a rear storage in the Cengio battles. Then re-occupied by the Italians following the retreating Austro-Hungarian on Assa-Ortigara lines.
(Automatic translation of Google Translator)
 

Altitudine 1.096 s.l.m.

Coordinate: 45°49'59.7"N - 11°23'14.5"E

referenza GRA 7786

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Domenica 7 agosto 2016

ABBIAMO ATTIVATO

 

Tagliata della 'Scala' a Primolano

(Cismon del Grappa)

Ottocentesca opera di sbarramento italiana sul confine per controllare l'importante arteria tra la Valsugana, il Feltrino ed il Primiero. Caratteristica per la lunga galleria coperta (caponiera) che sbarra per un lungo tratto la strada e che la collega alla adiacente tagliata 'Fontanella'.

Non ebbe ruoli durante la guerra e venne sgomberata, e parzialmente fatta saltare, nell'autunno 1917 per l'avanzata austrungarica.

 

Nineteenth-century work of Italian dam on the border to control the major artery between Valsugana, Feltre and Primiero. Characteristic for the long covered gallery (caponier) that blocks the road for a long stretch and that connects to the adjacent cut 'Fontanella'.

He had roles during the war and was evacuated, and partially blown up, in autumn 1917 for the Austro-Hungarian advanced
.
(Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 400 s.l.m.

Coordinate: 45°57'55"N - 11°42'44.6"E

referenza GRA 7802

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Domenica 17 luglio 2016

ABBIAMO ATTIVATO

 

Monte Fior

gruppo montuoso MELETTE di FOZA

Tra il Castelgomberto, il Fior e il Valbella, oltre la val Frenzela, correva la linea di massimo arretramento e di massima resistenza italiana a giugno 1916, sulla spinta della Offensiva di Primavera, la Strafexpedition.
Il Castelgomberto-Fior-Melette divenne un invalicabile baluardo che bloccò l'avanzata che mirava alle discese nel Canal di Brenta, e di conseguenza verso Bassano, per la Marcesina e Enego e per la val Frenzela e Valstagna.
Il settore delle Melette era definito "la chiave degli altipiani".
A malga Slapeur era insediato il comando Bosniaco.
La linea del fronte arretrò sull'Ortigara-Zebio-Assa con la successiva ritirata austriaca che razionalizzava la linea imperiale.
Tutto il settore delle Melette venne nuovamente occupato dagli austriaci con l'avanzata del novembre 1917, che ridisegnava la linea del fronte dopo la disfatta di Caporetto e l'arroccamento italiano sul Grappa.
La massima resistenza italiana si ritirò sulla linea dei "Tre Monti", a sud di Gallio oltre la val Frenzela.
Ancor oggi tutto questo settore è punteggiato di cippi commemorativi, piccoli monumenti, lapidi, resti di cimiteri e sepolture sparse.

Among the Mountains Castelgomberto, Fior and Valbella, beyond Frenzela val, ran the line of maximum retraction and maximum Italian resistance in June 1916, in the wake of the Spring Offensive, the Strafexpedition.
The Castelgomberto-Fior-Melette became an insurmountable bulwark that blocked the advance which aimed to descents in the Brenta Canal, and consequently towards Bassano, for Marcesina and Enego and the val Frenzela and Valstagna.
The Melette sector was described as "the key of the highlands."
A hut Slapeur was sworn in Bosnian command.
The front line moved back Ortigara-Zebio-Assa with the next Austrian retreat that rationalized the imperial line.
Whole Melette sector was again occupied by the Austrians with the advance of November 1917, which redesigned the front line after the defeat of Caporetto and Italian entrenchment on Grappa.
The highest Italian Resistance withdrew on the line of the "Three Mountains", south of Gallio beyond Frenzela val.
Even today this whole area is dotted with memorials, small monuments, gravestones, graveyards and scattered remains of burials.
(Automatic translation of Google Translator)

 

Altitudine 1.824 s.l.m.

Coordinate: 45°55'11.96"N - 11°35'47.98"E

referenza GRA 7766

 

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Sabato 9 luglio 2016

ABBIAMO ATTIVATO

 

Villa Carli

a Mason Vicentino

Sede Comando delle Truppe Francesi durante il conflitto

Altitudine 104 m s.l.m.

Coordinate: 45°43'00"N - 11°36'00"E

referenza SGG 1004

 

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Domenica 12 giugno 2016

ABBIAMO ATTIVATO

 

Aeroporto di Rozzampia - Thiene

ex Campo di volo di Villaverla

Alla fine dell’estate del 1915 L’Esercito decise di allestire un campo di aviazione ai piedi dell’altopiano di Asiago, identificando un vasto appezzamento appena fuori il paese di Villaverla, delimitato a sud dalla roggia Verlata, a ovest dalla strada che collegava Villaverla a Thiene e a est dalla Villa Cà Ghellina. Quest’aerea si presentava con una sufficientemente lunga e piana radura con fondo abbastanza compatto per consentire le operazioni di volo e in posizione logisticamente ideale. Nei primi mesi del 1917 il campo disponeva di una pista lunga quasi 800 metri, la caratteristica torre di osservazione in legno, tre grandi aviorimesse miste in legno e muratura e almeno due hangar del tipo Mercandino oltre una serie di baracche di legno adibite a officine e locali di lavoro. Numerosissimi i reparti che furono sull'aeroporto: I primi ad arrivare nell'aprile del 1916 furono la 27^ Squadriglia Farman, la 28^ Squadriglia Farman e la 32^ Squadriglia Farman. Fu poi la volta della 10^ Squadriglia Caproni, che vi rimase per un breve periodo. Vi furono inoltre la 50^, la 33^, la 61^. la 71^. la 112^, 113^ 115^, nonchè la 134^, la 136^ e la 139^ Squadriglia. Il campo di Villaverla fu sede anche di reparti inglesi e francesi.

 

In late summer of 1915 the Army decided to set up an airfield at the foot of Asiago, identifying a large plot just outside the village of Villaverla, bordered on the south by the irrigation ditch Verlata, west of the road that connected Villaverla Thiene and east from Villa Ca Ghellina. This area is presented with a sufficiently long and flat clearing with enough hard surface to allow air operations and logistically ideal location. In early 1917 the camp possessed a long track almost 800 meters, the characteristic wooden observation tower, three large hangars mixed wood and masonry and at least two of Mercandino hangar over a series of wooden shacks used as workshops and work rooms. Numerous departments that were on the airport: The first to arrive in April 1916 were the 27 Squadron Farman, the 28 Squadron and 32 Squadron Farman Farman. It was then the turn of the 10th Squadron Caproni, who remained there for a short time. There were also the 50th, the 33rd, the 61 ^. the 71 ^. the 112 ^, 113 ^ 115 ^, ^ as well as the 134, the 136 ^ and 139 Squadron. Field of Villaverla was also home to British and French departments. (Automatic translation of Google Translator)

Altitudine 143 m s.l.m.

Coordinate: 45°35'18.00" N - 11°23'08.00" E

referenza SGG 1005

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